venerdì 29 giugno 2007

ricevimento

prossimo ricevimento: lunedì 9 luglio 0re 16

giovedì 28 giugno 2007

ricevimento

il prossimo ricevimento si terrà domani, venerdì 29 giugno (ore 11-13)

mercoledì 20 giugno 2007

esame luglio

il 18 luglio, alle ore 14,30, alcuni studenti che ne hanno fatto (o ne faranno) richiesta potranno anticipare la prova orale. in questo caso (e solo in questo caso!) è necessario inviare una mail di prenotazione al mio indirizzo (pecchine@unina.it) e attendere una risposta di conferma. potrò accettare infatti soltanto le prime 50 prenotazioni. chi non rientrerà tra i primi 50 dovrà presentarsi nella data prevista per l'orale (19 luglio) senza necessità di ulteriori prenotazioni o conferme.

risultano finora prenotati i seguenti studenti:

1) Cutolo Serena
2) De Martini Massimiliano
3) De Panno Giorgia
4)Varriale Marianna
5) Nicotra Laura
6) Paudice Piera
7) Sepe Luciana
8) Lucci luigi
9) Liguori Carmela
10) Erra Roberta
11) Martone Valentina
12) Paradiso Mariangela
13)Mattera Angela
14)Scuotto Anna
15) Russo Luigi
16) Costigliola Rosa
17) Stella Luana
18) Genovese Valerio
19) Mangiapia Enza
20) Sposato Raffaella
21) Camerlingo Maria
22) Punzo Giorgio
23) Tixon Daniela
24) Del Prete Angela
25) Capone Elvira
26) Gelminno Emilia
27)Casillo Maria Vittoria
28) Venezia D'Anna Giulia
29) Liccardo Giusi
30) Libertino Matilde
31) Granese Eleonora
32)Miralto Ornella
33) Russolillo Maria
34) Saviano Maria

esame (sessione estiva)

risultati prove scritte del 18 giugno
(i risultati di coloro che hanno superato la prova orale il 19 giugno non sono riportati)

Adam Meredith B
Armonia Giuseppina B
Bifulco Teresa C
Campetiello Nicoletta B
Cappiello Valentina A
Caramiello Sabrina B
Caropreso Annunziata B
Genovese Valerio C
Mangiapia Enza C
Palomba Rosario Diego C
Pellecchia Patrizia B
Posillipo Nunzia A
Russo Daniela C
Sarnataro Ada A
Viesti Carmela B
Vincenti Annunziata B
Vitale Lucia C

*ripeto: coloro che hanno superato la prova scritta possono presentarsi all'orale in una qualunque delle sessioni d'esame (entro il mese di marzo 2008) senza bisogno di ulteriori prenotazioni

sabato 9 giugno 2007

ultime lezioni (XXI-XXIV)

- Nelle ultime lezioni sono stati presentati i riferimenti teorici principali relativi al volume Videogiochi e Cultura della Simulazione.

- Tali paradigmi sono essenzialmente due:
a) il determinismo tecnologico di matrice mcluhaniana
b) l'ipotesi di Norbert Elias su Coinvolgimento e Distacco
(uno dei punti di contatto più suggestivi relativo a tali teorie riguarda il ri-coinvolgimento tecnologico e la ri-tribalizzazione...).

- va inoltre tenuto presente l'emergere della cosiddetta "cultura della simulazione" (legata ai processi di informatizzazione e digitalizzazione nell'ambito della comunicazione)

- si consiglia di studiare i temi trattati nella prima parte del volume mettendoli in relazione con quelli già affrontati durante l'analisi degli altri testi (con riferimento, in particolare, al tempo e all'individualizzazione)

- nella seconda parte va posta particolare attenzione all'analisi del rapporto gioco-cultura-tecnologia (Huizinga, Ortega y Gasset, Eco e - soprattutto - Turkle) e alla tesi del "Reincanto Tecnologico" del mondo, da studiare in rapporto alla teoria weberiana del "Disincanto".

- L'ultimo capitolo - sull' Homo Game - va considerato come una lettura da cui trarre stimoli per una eventuale discussione critica sul rapporto tra nuove tecnologie e trasformazioni nella costruzione sociale dell'identità nella cultura contemporanea

venerdì 8 giugno 2007

esame (sessione estiva)

ripeto alcuni chiarimenti relativi alle prove d'esame.

- coloro che hanno superato la prova scritta possono presentarsi (SENZA PRENOTAZIONE) direttamente alla prova orale nei giorni indicati (per la sessione estiva 19 giugno e 19 luglio);

- la prova scritta ha validità fino alla fine dell'anno accademico (è pertanto possibile sostenere lo scritto in una sessione e l'orale in un'altra, purché entro marzo 2008);

- i giorni 18 giugno e 18 luglio, alle ore 14,30, alcuni studenti che ne hanno fatto (o ne faranno) richiesta potranno anticipare la prova orale. in questo caso (e solo in questo caso!) è necessario inviare una mail di prenotazione al mio indirizzo (pecchine@unina.it) e attendere una risposta di conferma. potrò accettare infatti soltanto le prime 50 prenotazioni per ogni data. chi non rientrerà tra i primi 50 dovrà presentarsi nella data prevista (19 giugno o 19 luglio).

per il 18 giugno risultano finora prenotati i seguenti studenti:
1 Aprea Rosario
2 D'Alessio Anna
3 Rinaldi Angela
4 Galante Valentina
5 Barra Antonietta
6 Di Luccio Nicolò
7 Spampinato Mariangela
8 Felaco Cristiano
9 Pinto Caterina
10 Esposito Marco
11 Schiavo Adriana
12 Amore Federica
13 Vezzuto Diego
14 Esposito Sabrina
15 Russo Daniela
16 Tarantino Maria A.
17 Vitale Franco
18 Albano Marianna
19 De Martini Massimiliano
20 Mennella Giuseppe
21 Viesti Carmela
22 Pezzillo Valeria
23 Palomba Michela
24 Alfieri Dania
25 Romano Marialaura
26 Borlacchielli Marialuana
27 Verde Mara
28 Russo Paolo
29 De Gregorio Daniele
30 Capobianco Mario
31 D'Orio Angela
32 Zamagni Simona
33 Marano Serena
34 Sgambati Rossella
35 Tizzano Graziella
36 Di Rienzo maria Teresa
37 Covone Antonietta
38 D'Angelo Pasquale
39 Borrelli Elena Rosaria
40 Di Leo Stefania
41 Chiarolanza Rossana
42 Bianco Christian
43 Salvetti Alessia
44 Testa Assunta

giovedì 7 giugno 2007

avviso

il ricevimento previsto per il prossimo Martedì 12 giugno è spostato a Giovedì 14 giugno (0re 11-13)

lunedì 28 maggio 2007

Fahrenheit 451

L'ultima lezione è stata dedicata alla visione del film Fahrenheit 451 di F. Truffaut. Come molti degli studenti hanno ben compreso (almeno questo si evince dalle domande e dalle mail ricevute) si tratta di un testo particolarmente congeniale all'approfondimento degli argomenti trattati finora durante il corso e che ci apprestiamo a riprendere e sviluppare nelle prossime lezioni conclusive.

Oltre a consigliarne la visione (ed eventualmente anche la lettura del romanzo da cui è tratto) a tutti, propongo qui di seguito una serie di riflessioni sull'argomento scritte per un saggio pubblicato alcuni anni fa.

(Potrebbe essere inoltre questa una buona occasione per affrontare ed approfondire (attraverso qualche commento sul blog) alcune delle discussioni emerse durante e dopo la proiezione del film... )

Un romanzo – Fahrenheit 451 – di Ray Bradbury, del 1953, e la sua celebre trasposizione cinematografica, realizzata nel 1966 da François Truffaut, vanno considerati, come spesso accade con le opere di alto valore artistico, strumenti molto efficaci per introdurre il tema seguente: le conseguenze sociali della nascita e del tramonto della scrittura, con particolare riferimento alle trasformazioni inerenti la memoria e l’identità.
Pur senza sottovalutare l’importanza dell’opera di Bradbury, a cui pure faremo riferimento, ci occuperemo principalmente di analizzare lo straordinario adattamento del romanzo realizzato da quel geniale regista che è stato François Truffaut, che riteniamo più utile al fine di evidenziare le caratteristiche specifiche che intendiamo esaminare.
Il film comincia presentandoci il protagonista – Montag – mentre su un’automobile rossa si dirige a gran velocità verso una casa da cui un uomo, dopo una telefonata che lo avvisava dell’arrivo dei pompieri, sta scappando.
Montag, dunque, è un pompiere. Un pompiere, però, il cui compito è esattamente opposto a quello cui sempre è stato destinato. Egli infatti, curiosamente, non è addestrato a spegnere il fuoco, bensì ad attizzarlo. Nella società in cui egli vive è proibito leggere, per cui la missione specifica del corpo militare cui appartiene, è quello di bruciare tutti i libri esistenti e con essi il passato ivi racchiuso. La loro divisa è nera e richiama le uniformi naziste corrette da un berretto alla Lenin. L’atmosfera è quella di 1984. Il regime che governa è evidentemente un regime totalitario.
In queste prime scene assistiamo alla perquisizione della casa di un “sovversivo” (un proprietario e “lettore” di libri) e al rogo dei volumi che sono stati scoperti. Dopo, mentre i pompieri vanno via, il capitano, che durante le operazioni era rimasto ad attenderlo nella vettura, confida a Montag di essere molto contento del suo lavoro e di volerlo candidare per una promozione. Il protagonista è dunque un uomo in carriera, egli è una persona che, almeno apparentemente, è perfettamente integrata nella società cui appartiene.
Il film ci mostra poi Montag all’interno di una sorta di treno rialzato (elemento che serve al regista francese per sottolineare l’elevato livello tecnologico della società), circondato da altri passeggeri, tutti avvolti in una silenziosa atmosfera da sogno, sullo sfondo di una dolce melodia. Lì, Montag incontra per la prima volta Clarisse, una ragazza che gli si avvicina con grande spontaneità, per parlargli.
Clarisse è un persona assolutamente singolare rispetto al resto dei passeggeri (e del resto della società), completamente diversa da tutti gli altri. Il suo personaggio, risulta centrale sia nel libro che nel lavoro del regista francese. Essa viene descritta come una ragazza a cui piace parlare con la gente, passeggiare sotto la pioggia, andare per i boschi assaporando i profumi e i sapori della natura. Un tipo sempre molto solare, pieno di vita, estremamente curiosa di ciò che la circonda, aperta al mondo. Tutte cose che – a suo dire – gli altri non fanno perché troppo intenti a guardare la televisione, chiusi in se stessi e ben attenti ad evitare qualunque contatto con l’esterno.
Scesi dal treno, Montag dice a Clarisse di ricordarle molto la moglie. Di fatto i due personaggi sono interpretati dalla stessa attrice (Julie Christie), forse per evidenziare il netto e significativo contrasto tra le due donne: la prima, come detto, aperta al mondo, al suo passato, agli altri, alla natura; l’altra eccessivamente chiusa in se stessa, nella sua casa, tra i suoi megaschermi televisivi, apatica e soprattutto senza alcun passato significativo da ricordare.
Le scene successive sono ambientate in casa di Montag: un ambiente freddo e asettico, il cui silenzio è rotto solo dai rumori provenienti dall’enorme televisione a parete, …costantemente acceso. La moglie – Linda – giace distesa sul letto, immobile, a guardare la televisione, …isolata da tutto e da tutti. Apparentemente, il suo unico passatempo, consiste nel recitare (in una sorta di televisione interattiva) in un programma titolato significativamente “La Grande Famiglia”. Si tratta di una specie di commedia televisiva assai banale: due uomini hanno invitato amici a casa e devono decidere la collocazione degli ospiti di fronte allo schermo, e chiedono consigli a Linda, questa deve rispondere; ma le sue risposte non hanno importanza perché i dialoghi sono già stati programmati (alla prima battuta, Linda, distratta, non sa come rispondere, ma la commedia va avanti lo stesso, mostrando tutta l’illusorietà del processo di interattività promesso). Ciò che comunque tali scene rendono evidente è il fatto che l’unico momento in cui Linda si sente veramente viva e partecipe, è quando giunge l’ora di recitare tra i membri (virtuali) della “Grande Famiglia”. Sono momenti autoreferenziali del film in cui il regista rende l’effetto di realtà del mezzo televisivo proponendoci primi piani dello schermo a muro e fornendo così la sensazione di stare assistendo a un film nel film, non lasciandoci distinguere con sufficiente chiarezza se ciò che stiamo vedendo sia la storia narrata nel film o ciò che la televisione descritta nel film mostra.
Linda è una persona interiormente morta, vuota, estraniata dal mondo e dagli altri, compreso suo marito. L’importanza di questo personaggio risiede proprio nel fatto che lei rappresenta gli abitanti di questo mondo con tutta l’apatia che li caratterizza. Dal canto suo, Clarisse, di cui il protagonista finirà inevitabilmente per innamorarsi e che a un certo punto del film diventerà una fuggiasca, perché sospettata di essere una lettrice (pertanto una pericolosa sovversiva), rappresenta per molti versi una metafora del cosiddetto homo legens.
Lentamente Montag comincerà anch’egli a trasformarsi in un lettore. Si sveglierà di notte per poter leggere di nascosto. Truffaut ce lo mostra immerso nel libro La storia personale di David Copperfield, una biografia, la storia di un uomo che narra la sua vita in un libro, il cui primo capitolo si intitola, e non a caso, “Vengo al mondo”. Sarà così che Montag comincerà a scoprire che dietro ad ogni libro “si nasconde un uomo” e comprenderà che per costruirsi un’identità è necessario ordinare gli eventi della propria vita in un costante e coerente flusso temporale. Truffaut, molto abilmente, descrive questa scena offrendoci un primo piano delle pagine del libro mentre Montag lo legge. In questo caso la macchina da presa sostituisce gli occhi dello spettatore, e il dito di Montag, che segue le righe della pagina mentre legge, è in realtà il dito dello spettatore.
A partire da questa fase, in un crescendo avvolgente, assisteremo alla metamorfosi di Montag e al suo tentativo di ribellione. Dopo una serie di inutili tentativi di convincere la moglie dell’importanza della lettura, e dopo essere stato scoperto (proprio a seguito di una denuncia della moglie stessa) dalle autorità, Montag diventerà a sua volta un fuggitivo. Incontrerà Clarisse e grazie a lei raggiungerà un luogo in cui si nascondono gli “uomini-libro”, delle persone che sono riuscite a scappare e che si sono rifugiate in aperta campagna dove vivono pacificamente raccolti in piccoli gruppi.
Ognuno di loro ha scelto un libro e lo ha imparato a memoria. Sono insomma dei veri e propri libri viventi, essi sono il frutto di una strategia messa in atto per conservare la memoria delle grandi opere letterarie dell’uomo dall’oblio.
Al suo arrivo nel luogo degli uomini-libro, una persona esce da un vagone ferroviario adibito a casa per accoglierlo. Gli si presenta come il “Giornale di Henry Brulard” di Stendhal e lo introduce in una sorta di organizzazione segreta di resistenza.
In una delle scene più toccanti del film si vede un vecchio in punto di morte mentre recita se stesso (“La chiusa di Ermiston”, di Robert Louis Stevenson) a suo nipote, in modo che il ragazzo possa ereditare tale memoria e diventare a sua volta un uomo-libro. Nella scena immediatamente successiva Truffaut ci mostra la prima neve dell’inverno che cade ed il vecchio che muore, mentre il bambino, suo nipote, è intento a recitare da solo il brano.
Il film si chiude quindi con un forte messaggio di speranza: la comunicazione intergenerazionale è riuscita, il bambino è diventato un libro, è stato messo in grado, attraverso la memoria del nonno, di costruirsi un’identità, mentre il passato, la tradizione, è stato almeno parzialmente, salvato dall’oblio.
Né Bradbury né Truffault nelle loro rispettive opere, ne fanno cenno, ma può darsi che essi, o uno di loro due, siano stati a conoscenza del fatto che nell’universo concentrazionario alcuni rabbini fungevano da “libri viventi” le cui pagine potevano essere consultate dagli altri prigionieri per trovare un conforto, ma anche per salvare la propria identità pesantemente messa in discussione da coloro che significativamente sono stati definiti come “gli assassini della memoria”.

lezione XVIII-XX

Torniamo a noi!

Abbiamo cominciato a discutere dei temi trattati negli ultimi due libri di testo. Come anticipato già durante le prime lezioni dedicheremo questi ultimi incontri ad approfondire l'analisi del rapporto tra media e società, concentrando in particolare l'attenzione sulla televisione e i videogiochi.

Prima di occuparci delle analisi proposte da Wunenburger nel suo libro, può essere utile studiare il saggio sulla televisione presente nel manuale, prestando particolare attenzione ai riferimenti relativi a:
- rapporto tra televisione e altri media (cinema, radio, nuovi media);
- teorie sull'influenza della televisione nei processi di socializzazione e costruzione dell'identità

Per quanto riguarda Wunenburger è stato sottolineato un aspetto che ritengo fondamentale per un corretto approccio al testo e che nell'introduzione al volume viene definito una "sociologia dello schermo" (pagg. 10-12). La comprensione di tale approccio risulterà inoltre molto utile anche allo studio dell'ultimo libro in programma (videogiochi e cultura dela simulazione).

Risposte varie

Ho ricevuto diverse decine di commenti e richieste varie, sia attraverso il blog sia direttamente per e-mail. Fortunatamente è possibile raggruppare le risposte a seconda degli interessi. Cominciamo dunque con le domande più gettonate per poi passare via via a quelle più singolari:

- chi ha superato la prova intercorso può presentarsi direttamente all'orale della sessione estiva (19 giugno o 19 luglio) SENZA BISOGNO DI PRENOTAZIONE.

- chi ha sostenuto la prova intercorso e intende sostenere l'orale da settembre in poi (entro e non oltre marzo 2008) può farlo prenotandosi direttamente su questo blog (15 giorni prima della prova)

- chi non ha superato la prova intercorso o non intende accettare il voto può (senza alcun bisogno di comunicazioni ulteriori al docente) prenotarsi e presentarsi alla prova scritta nella sessione che desidera

- il programma è il seguente (ED è UGUALE PER "TUTTI"):
PROVA SCRITTA: Cavicchia-Pecchinenda, Sociologia della comunicazione (Prima Parte. Cioè i primi tre capitoli); Cavicchia, La morte (i primi due capitoli. Cioè l'individuo e il tempo).
PROVA ORALE: Cavicchia-Pecchinenda, Sociologia della Comunicazione (capitolo sulla televisione più un capitolo a scelta tra "fotografia" e "cinema");
Cavicchia, La morte (capitoli 3 e 4. Cioè La memoria e la morte); Wunenburger, L'uomo nell'era della televisione; Pecchinenda, Videogiochi e cultura della simulazione (questi ultimi due senza esclusioni)

- per quanto riguarda le valutazioni va innanzitutto chiarito che il voto della prova scritta è indicativo. Per la valutazione finale è assolutamente determinante la qualità del colloquio orale. Questo significa (per rispondere a domande specifiche di interesse collettivo, almeno credo!) che un ottimo orale può far alzare anche di molto la valutazione di partenza (in teoria anche una C, se la prova orale risultasse veramente brillante, potrebbe trasformarsi in 30); viceversa... avere ottenuto A o B allo scritto non garantisce necessariamente il superamento dell'esame!

- l'elaborato scritto verrà analizzato insieme al docente durante la prova orale (i primi minuti dell'esame consistono proprio in una revisione e breve discussione della prova scritta). Non è pertanto possibile prevedere (siete oggettivamente troppi!) la revisione in un'altra sede.

- ci sono poi delle domande su alcuni argomenti del programma alle quali, purtroppo, non posso rispondere sul blog. Soprattutto per motivi di tempo, ma anche perché, con un piccolo sforzo, potrete trovare le risposte nei libri di testo (già aver individuato la domanda giusta può costituire un buon punto di partenza). Laddove dovessero persistere grosse difficoltà... siete invitati a ripropormi le domande... proverò a rispondere.